domenica 27 novembre 2011

Stai per iniziare a leggere...


Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato
sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo,
sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o
dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga, Col libro capovolto,
si capisce.
Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla. Una volta si leggeva in
piedi, di fronte a un leggio. Si era abituati a stare fermi in piedi. Ci si riposava così
quando si era stanchi d'andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai pensato di leggere;
eppure ora l'idea di leggere stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del cavallo,
magari appeso alle orecchie del cavallo con un finimento speciale, ti sembra attraente.
Coi piedi nelle staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere; tenere i piedi
sollevati è la prima condizione per godere della lettura.
Bene, cosa aspetti? Distendi le gambe, allunga pure i piedi su un cuscino, su due
cuscini, sui braccioli del divano, sugli orecchioni della poltrona, sul tavolino da tè, sulla
scrivania, sul pianoforte, sul mappamondo. Togliti le scarpe, prima. Se vuoi tenere i
piedi sollevati; se no, rimettitele. Adesso non restare lì con le scarpe in una mano e il
libro nell'altra.
Regola la luce in modo che non ti stanchi la vista. Fallo adesso, perché appena sarai
sprofondato nella lettura non ci sarà più verso di smuoverti. Fa' in modo che la pagina
non resti in ombra, un addensarsi di lettere nere su sfondo grigio, uniformi come un
branco di topi; ma sta' attento che non le batta addosso una luce troppo forte e non si
rifletta sul bianco crudele della carta rosicchiando le ombre dei caratteri come in un
mezzogiorno del Sud. Cerca di prevedere ora tutto ciò che può evitarti d'interrompere
la lettura. Le sigarette a portata di mano, se fumi, il portacenere. Che c'è ancora? Devi
far pipì? Bene, saprai tu.
                                                  Italo Calvino
                  Se una notte d'inverno un viaggiatore

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