lunedì 5 dicembre 2011

Questo mondo mi sconvolge sempre di più...

Questo mondo mi sconvolge sempre più, e so che forse sono io che faccio parte della minoranza di questa umanità che continua a pensarla in modo diverso dalla massa, o forse sono solo una di quelle persone che non lasciano che le immagini, i suoni, le emozioni le scorrano via di dosso solo perché testimoni di realtà troppo dure da cambiare.
Poche settimane fa ho visto al telegiornale un servizio che mi ha commosso.
Il 15 ottobre c'è stata una manifestazione giovanile a Roma e il molte città italiane contro il sistema, che scoraggiava la cultura e faceva si che a pagare la crisi economica, sociale e governativa fossero i
giovani e le nuove generazioni. Ma la manifestazione si è presto trasformata in una vera e propria guerriglia di strada.
A causa di una minoranza violenta, la maggior parte dei media hanno potuto strumentalizzare la manifestazione, quella vera, tutt'altro che violenta, composta unicamente da giovani che avrebbero voluto solo riappropriarsi del proprio futuro.
Poche settimane dopo a Roma c'è stata una seconda manifestazione, e sono state trasmesse alcune immagini delle piazze, con immagini e volti, che mi hanno seriamente fatto prendere in considerazione tante cose e che, devo ammetterlo, mi hanno commosso. O meglio, emozionato.
C'erano giovani ovunque. Ragazzi giovanissimi anche di quattordici, quindici anni, che sensibilizzati dai fatti del 15 ottobre hanno deciso di ribellarsi, e di distinguersi da coloro i quali altro non avevano voluto se non creare scompiglio e violenza.
Basta forse una scena per spiegarmi. Poliziotti, tanti e ben armati, in tenuta anti sommossa. E giovani, ragazzi e ragazze, e anche tanti genitori, decisi ad appoggiare e aiutare i propri figli a riprendersi quel futuro che troppe volte i governanti e il sistema avevano compromesso.
Non stavano combattendo.
Non stavano attaccando i poliziotti.
Stavano giocando a rubabandiera.
E i poliziotti li guardavano.
Loro con scudi, manganelli, caschi, gli altri con un fazzoletto in mano che giocavano.
Giocavano solamente, eppure è bastato così poco per farmi riflettere sulla forza della massa, delle manifestazioni, e soprattutto mi sono sentita partecipe, anche se non ero presente, alla lotta che quei ragazzi combattevano, con un fazzoletto in mano e tanta, ma davvero tanta forza di volontà.


Da non dimenticare: durante la seconda manifestazione alcuni poliziotti hanno comunque attacccato e malmenato i ragazzi.

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