martedì 31 gennaio 2012

Aspettando la neve... noi che crediamo davvero nel suo arrivo!



E ora ci sono, e non ci sono più.
E ora non riesco bene a capire chi sono, e mi consolo sapendo per certo che SONO.

E ora so che l' importante non è apparire, che non mi importa, e che mi bastano le tue parole, questa volta nuove e sincere, per SENTIRE.
E ora so che non si può stare zitti, e che questo sporco ingenuo bel mio mondo ha bisogno di parole, tante e belle.
E ora so che questa musica suona, suona a prescindere dal sole, dalla pioggia, dalla felicità, dalla tristezza, dall'essere da soli o come noi... in compagnia, sempre. Ascoltatela con me. E cantiamo... sussurriamo, fischiettiamo insieme il ritornello di questa bella adolescenza.
E ora so che non c'è uomo che tenga tra me e te.
E ora il nostro tono sale, il nostro tono scende, gli occhi si infiammano, i cuori anche. Grande dono quello di lottare per quello in cui si crede, grande. In comunità tra di noi, il dono è scontato.
Scontato è chiedere favori.
Scontato riceverne.
Scontato ridere.
Scontato tirarsi i capelli.
Scontato vedere un cammello.
Scontato cadere in un buco.
Scontato scalare una collina.
E ora mi chiedo se cadrà davvero questa neve su questo mare, ma mi dico che comunque vada, cada o non cada, la sua magia ci ha già colpite... quando stamattina abbiamo sperato di vederla...noi tre, insieme.   

E ora ci sono, e ci SONO.
E ora non riesco bene a capire chi sono, e mi consolo sapendo per certo che SIAMO.

E ora credo sia passato il mio non-io time, posso anche smettere di scrivere insensataggini.=)

Si può, Giorgio Gaber...1976!

Quando un uomo è AVANTI

Si può
Si può
Si può, siamo liberi come l'aria
si può,
si può, siamo noi che facciam la storia
si può.

Si può, io mi vesto come mi pare
si può, sono libero di creare
si può, son padrone del mio destino
si può, posso mettermi un orecchino
si può.

Basta uno spunto qualunque
e la nostra fantasia non ha confini
basta un pennello e un colore
e noi siamo pronti
a perpetuare la creatività dei popoli latini.

Si può contestare, parlare male
si può migliorare il telegiornale
si può fare critiche dall'esterno
si può sputtanare tutto il governo
si può.

Si può occuparsi di spiritismo
si può far dibattiti sull'orgasmo
si può far politica alternativa
si può siamo pieni di iniziativa
si può.

Siamo sicuri che abbiamo in comune
la certezza del nemico
siamo sicuri che c'è
ma il più nuovo, il più rosso dei partiti
non si sa perché diventa rosso antico.

Si può, siamo liberi come l'aria
si può, siamo noi che facciam la storia
si può, libertà, libertà, libertà
libertà obbligatoria.

Sono liberato
sono davvero più leggero
sono infedele, sono matto, posso far tutto.
Viene la paura
di una vertigine totale
viene la voglia un po' anormale
di inventare una morale
Utopia... utopia...

Si può fare i giovani a sessant'anni
si può regalare i blu-jeans ai nonni
si può star seduti come un indiano
si può divertirsi con il digiuno
si può.

E dopo tante battaglie
volendo puoi anche farti uno spinello
il libanese è migliore
tra poco dovrebbe cominciare
la pubblicità in un nuovo carosello.

Si può inventarsi protagonista
si può rinforzarsi dall'analista
si può occuparsi dell'individuo
si può farsi ognuno la propria radio
si può.

Si può con la nostra cultura dietro
si può rinnovare tutto il teatro
si può dare al mondo un messaggio giusto
si può, al livello di Gesù Cristo
si può.

Basta una bella canzone
e la tua rivoluzione va da sola
basta che ognuno si esprima
e poi non importa
se si chiama la rivoluzione della Coca-Cola.

Si può, siamo liberi come l'aria
si può, siamo noi che facciam la storia
si può, libertà, libertà, libertà
libertà obbligatoria.

Come?! Con tutte le libertà che avete volete anche la libertà di cambiare?

Utopia... utopia... utopia...

venerdì 20 gennaio 2012

Io non disegno, immagino... è solo che vostri pensieri scorrono nella mente, i miei sul foglio...

Sssh...
Ora tarda, c'è bufera... i pensieri nella mia mente sembrano voler uscire...dove, dove, dove?
No, no... non va, non va! Si moltiplicano, crescono, si espandono, sussurrano parole confuse alle mie orecchie, mostrano immagini astratte ai miei occhi, fragranze orientali giungono a me, fiori... respiro, li lascio andare... sento che le catene si stanno sciogliendo...le catene che trattengono le idee, che le ancorano alla ragione, al mondo reale...!
Sta sparendo questa poltrona... si sciolgono come neve nel mare queste quattro mura, i mobili, le sensazioni cambiano...
Ci risiamo, figure, colori, parole, suoni, immagini, ricordi, fantasie si mescolano, si uniscono, si confondono... e si scindono, si lasciano, si riprendono, corrono, si intrecciano, volano, mi scorrono davanti agli occhi.. le parole si piegano, ascolto le immagini e dò forma a nuovi colori... li plasmo, li modello come il mare agisce su una roccia per addolcire, per levigare...
Sssh... non parlarmi, perché io non sono in grado di ascoltare la tua voce! Non sono qui, sono tra le pieghe di quel foglio, tra la filigrana sottile dal profumo buono e sto tracciando linee, linee morbide, buone e gentili, e linee dure, fredde e presuntuose... seguo un disegno preciso, lo sento qui, nella mia testa... e lo vedo con i miei occhi, e lo ascolto con le mie orecchie, e ne sento il profumo, e ne traccio i contorni... e scorre il tempo, ma il mio orologio è fermo.
Un minuto.
Un secondo.
Potrebbe essere passata una frazione di secondo, ma io non lo so...! Sono tra le sfumature di bianco di questo foglio... e sto riempiendo il vuoto del suo candore attraverso questa matita, con il disegno che verrà...

mercoledì 18 gennaio 2012

Lazy Boy, canto scout... l'unica ninna nanna che abbia mai funzionato!

C'è una bianca stella che splende su nel ciel
guardando solitaria i pascoli del Far West
è la gran stella del vecchio Texas
la stella del cow boy...
Nell'ottantasette brillando sul Fort Joy
guardò venire al mondo il piccolo Lazy Boy..
così comincia la lunga storia del pallido cow boy...

Un dì la mamma gli disse: "Vai!... ma resta un bravo cow boy!
La tromba un giorno ti chiamerà
Gabriele la suonerà...!"
Cow boy, lazy boy... cow boy, lazy boy!

Lazy vuol dire pigro, ma il nostro Lazy Boy
non era affatto pigro, conobbe Jessy, conobbe la sua colt...
Cominciò a sparare ai sassi della via...
poi preferì i cavalli e infine la ferrovia...
ai passeggeri bucò i sombreri, rubò pepite d'or!!!

Un dì la mamma gli disse: "Vai!... ma resta un bravo cow boy!
La tromba un giorno ti chiamerà
Gabriele la suonerà...!"
Cow boy, lazy boy... cow boy, lazy boy!

Tutti gli sceriffi cercavano Lazy Boy
la taglia era grossa, piaceva al sergente Roy
ma ad una spanna trovò la canna del pallido Cow Boy
Stava per sparare il nostro Lazy Boy
ma udì dalla missione un coro di little-boy
cantar oh glory, oh alleluja e il colpo non partì.

C'è una bianca stella che splende su nel ciel
guardando solitaria i pascole del Far West
e qui finisce la lunga storia del pallido Cow Boy!

giovedì 5 gennaio 2012

...però non la sopporto la gente che non sogna!

"Venite pure avanti, poeti sgangherati.. inutili cantanti di giorni sciagurati…  buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza….  godetevi il successo, godete finché dura… che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura…
E andate chissà dove per non pagar le tasse…col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe…
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna…però non la sopporto la gente che non sogna!

Non me ne frega niente se anch’io sono sbagliato! Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato!!!

Venite gente vuota, facciamola finita… voi preti che vendete a tutti un’altra vita… se c’è come voi dite un Dio nell’infinito, guardatevi nel cuore… l’avete già tradito…
E voi materialisti col vostro chiodo fisso che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso…le verità cercate per terra da maiali …tenetevi le ghiande, LASCIATEMI LE ALI!"

mercoledì 4 gennaio 2012

Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti...

Oh piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
"Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto..."
"Ma bisogna aspettare..."
"Aspettare che?"
"Che il sole tramonti..."
                                                                           Il Piccolo Principe
                                                  Antonie de Saint-Exupéry