domenica 30 settembre 2012

Si desideravano immensamente

Si desideravano immensamente, non riuscivano ad aversi.

Il volto di lei poggiato tra il collo e la spalla di lui
Lui è seduto, le da le spalle
Si dondolano ... un movimento quasi impercettibile
Un familiare formicolio al naso
Il volto inespressivo
Non un accenno di cambiamento nei suoi lineamenti
Non un batter di ciglia
Ma sul volto di lei
Una
poi un'altra
lacrima
scende
e bagna il palmo della mano di lui

Alla seconda goccia lui si gira
la guarda
e la trova
piange
ma niente sul suo viso lo darebbe a pensare
su un volto impassibile
le lacrime scendono

Lui le asciuga con una mano.

Si desideravano immensamente, non riuscivano ad aversi.

Proprio perché si desiderano così immensamente, si avranno.

giovedì 20 settembre 2012

Anche io ho paura... ma si affronta tutto nella vita!



Io.
Io non so cosa mi riserverà la vita.
Io non so quali conseguenze avranno le mie azioni.
Io conto troppo su me stessa.
Io ho paura.
In pochi lo sanno, e non so quanti di essi comprendano appieno questa mia grande, grandissima, enorme paura.
Io ho paura quando non c’è niente di cui discutere, di cui parlare, sul quale litigare, per il quale urlare e fare avanti i propri pensieri.
Io ho paura quando nella vita si crea tanta nebbia, troppa, da non riuscire più a trovare il mio faro.
Avete presente tutte le cose che fate nella vita?
Quando parlate, ascoltate, fate determinate azioni… voi le fate, ed è come se foste poggiati ad un muro.
Il muro vi sembra solido, e vi ci abbandonate contro, convinti che, per quanto voi possiate dire o fare, quel muro sarà lì, e sarà il vostro sostegno.
E poi …
E poi ecco che crolla.
Non si sa perché… non c’è, in effetti, un perché. Forse vi ci siete appoggiati troppo, forse non ha retto il peso, ma ormai la ragione non importa, perché crolla.
Sotto di voi, i mattoni cedono e voi cadete a terra.
Ed ecco che la mia paura entra in campo.
Lui, che mi ha sempre sostenuta, per un momento è crollato.
Non sapeva più se voleva o meno continuare a reggere il mio peso… o per lo meno non sapeva se continuare o no a reggerci, a sostenerci a vicenda.
E quello è stato il momento in cui ho avuto paura.
Non di lui, non di perderlo, non del mondo… ma di me.
Solo di me.
Perché non c’era nient’altro che potessi fare, se non accettare la realtà ed arrendermi ad essa.
Non puoi obbligare una persona a fare ciò che non vuole.
Non c’era cattiveria nella sua voce, solo dispiacere.
E non c’era nulla per cui arrabbiarsi, nulla su cui discutere.
Ecco qui che ho perso di vista il mio faro.
Io odio accettare la realtà che altri decidono per me.

Quindici minuti.

Il tempo di ascoltare il nulla provenire da oltre la cornetta.
E’ giusto il tempo che basta per pronunciare parole vuote, arrendevoli.
Poi una domanda.
“Che cosa devo fare, io, adesso?”

“Stai con me”

Forse ho sentito male, forse non ho capito niente, forse lui non ha capito niente di tutto quello che ho detto, forse mi sta prendendo per il fondoschiena, forse, forse, forse…
Un mucchio di pensieri.
Ecco quello che mi rimane.

Dici di aver cambiato idea, di aver capito, parlando, che quella che stavi facendo era una cazzata.
Che quando mi hai visto, un paio di ore dopo, eri l’uomo più felice del mondo e che io ero bellissima…
Non sai quante opinioni, quanti commenti, quanti suggerimenti devo sopportare da parte degli amici.
Loro lo fanno perché si preoccupano per me.
Credo che pensino che non mi meriti, e che in effetti qualcosa che non va ci sia.
Io provo ad ignorarli, perché lo sai, quello che dicono gli altri in fondo non mi è mai interessato davvero.
Io lo faccio, te l’assicuro.
Ma tu, tu aiutami.
Dimostrami… dimostra A ME, non a loro, che si sbagliano.
Ricostruisci mattone per mattone il nostro muro.
Non quello che ci tiene separati, ma quello che ci unisce, sul quale possiamo appoggiarci insieme.
So di aver sbagliato.
Nei modi, nelle convinzioni, forse nei gesti.
Ma la vita è tanto dura per tutti, noi compresi.
Vale davvero la pena di passarla soli?
Anzi, cambio domanda.
Vale davvero la pena di non passarla insieme questa giovinezza, io e te, solo per delle incomprensioni, degli stupidi problemi?
Rispondimi.
Siamo noi.
Io, con la mia apprensione, la mia paura, la mia disponibilità, la mia forza, con tutti i miei ragionamenti (spesso inutili), i miei dubbi e le mie cavolate, con le amiche sceme, con i genitori severi e tutto il resto.
E tu, con tutti i tuoi impegni, la tua pigrizia, la TUA FORZA che non sai di avere, i tuoi problemi, le tue cavolate e tutto quello che sai.
Possiamo tenerci per mano e andare avanti, come sempre fatto.
Perché siamo forti io e te insieme… e come mi ha detto un’amica “siamo belli e sembriamo fatti l’uno per l’altra, perché ci capiamo, e siamo sinceri”.
Ricostruisci il muro della mia fiducia, se vuoi… se puoi.
Fallo, e dimostreremo all’universo mondo che siamo caduti in basso, si… ma più giù si cade, più gloria si ottiene a risalire.
Anche oltre rispetto a dove eravamo prima.
Ce la possiamo fare, se vogliamo.
Io voglio.
Ma la vita è così, tante volte si vince e tante si perde, che lo vogliamo o no.
Quindi se mi ami, tienimi stratta la mano.
Altrimenti saprò accettare tutto, perché sono forte lo dici sempre, no?
Quello che posso dirti è di scegliere, e sorridere al mondo e non farti mai tutti i problemi e non porti mai tutti i complessi come faccio io xD
Vedrai, si aggiusterà tutto, e saremo “ancora in piedi in mezzo a questa strada…io e te, io e te, io e te…”
J

Ah, quanti stupidi problemi che mi faccio….

sabato 15 settembre 2012

"Più libri, più liberi..."

Salve cari lettori e care lettrici :)
Il mondo della rete è grande, racchiude tante e tante opportunità e altrettanti pericoli.
Ma guardando l'aspetto positivo, mi sono resa conto dell'enorme strumento che la maggior parte di noi ha in mano, troppo spesso non rendendosene conto: Internet è un'enorme risorsa, e può condurci lontano, oltre questo schermo e questa tastiera, e può insegnare tanto.
Condivisione è la nuova parola d'ordine di questo blog!
In fondo lo è sempre stata, ma ora voglio condividere con tutti quelli che vorranno e mi leggeranno qualcosa di più dei sentimenti, delle emozioni, dei ragionamenti e degli ideali di una rivoluzionaria e arrabbiata liceale ^^
Vorrei andare oltre, e farvi scoprire cosa alimenta tutte queste idee, e condividere con voi e rendere più chiaro con me stessa qualcosa di più.
Parlo dei libri :)
Qualcosa di incredibilmente sempre più raro da trovare tra le mani di un adolescente... e io, da adolescente doc, vorrei tanto cambiare tutto come ben sapete :) cambiare il mondo, i valori, trasformarlo in qualcosa di giusto che dia pari opportunità e considerazione a TUTTI.
Voglio parlarvi dei miei libri, di quelli che mi piacciono, mi rapiscono per portarmi in una terra lontana o vicina, in remoti angoli di mondi sconosciuti o dimenticati ...
"Più libri più liberi" ... quanto è vero... leggete gente!
Io posso parlarvi di ciò che piace a me, ma vi prego, non venitemi a dire che non vi piace leggere, perché non è vero. La verità è che ancora non avete trovato ciò che vi piace leggere :) Cercate, cercate bene e qualcosa troverete ve lo assicuro!
Intanto, spero apprezzerete tutto ciò che di un libro e di me sto per dirvi :)
Buona lettura ora, e fatemi sapere qualcosa nel caso in cui io abbia convinta chi di voi non ha mai sfogliato le pagine di uno dei libri che amo e dei quali vi parlerò ad andare in libreria, un pomeriggio, e uscirne con uno di queste opere :)
Buon viaggio!

Alessandro Baricco
SETA


Hervé Joncour aveva rinunciato ad un'avviata carriera militare per mettersi a vendere e comprare bachi da seta. 
A quel tempo, negli anni Sessanta dell'Ottocento, erano davvero pochi gli stranieri in giro per il mondo in grado di raccontare le storie dei loro viaggi in Giappone, "l'isola fatta di isole" di cui molti non avevano neanche mai sentito parlare.
Nonostante la lontananza culturale e geografica, Hervé Joncour prende comunque la coraggiosa decisione, dettata dall' impellente necessità di un fornitore di bachi da seta non compromessi dall'epidemia di pebrina che in quel tempo andava diffondendosi , di partire alla volta del misterioso Giappone per far ritorno con bachi sani e di qualità, lasciando la giovane Heléne, sua moglie, ad aspettare il suo ritorno.
Attratto da una misteriosa donna, i cui occhi "non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina", Hervé Joncour non riesce a fare a meno di tornare ogni anno in Giappone, e lì scoprire angoli sconosciuti di se stesso e della propria capacità di amare, riuscendo comunque sempre a tornare in patria, dall'amata Heléne, fino all'arrivo della spietata nemica degli uomini, che stoltamente essi considerano una propria arma, la guerra.
Tutto si stravolge, l'equilibrio precario e silenzioso della vita di Hervé Joncour pare crollare, e tutto cambia.
Una lettera, silenziosa testimone di un amore che il protagonista credeva mai consumato pare giungere da lontano.
Rimettendo in discussione l'intera sua vita, Hervé Joncour la ripercorre, e con l'immagine lieve di alcuni delicati fiori azzurri su una tomba, ogni cosa pare trovare il giusto significato. 
Il romanzo racconta la storia di un cambiamento radicale nella vita del protagonista, e come una fugace visione, porta il lettore in viaggio con esso, con uno stile descrittivo del viaggio intrapreso dal personaggio molto simile a quello utilizzato da Voltaire in Candido, in luoghi lontani, in realtà a quel tempo sconosciute e oggi ritenute troppo scontate per essere descritte e narrate.
E' la storia della vita di un uomo disposto a tanto per amore, una volta di una, una volta di un'altra, un'altra di entrambe le donne della sua vita.
Una, concreta, forte e solidamente fedele all'animo del marito, e l'altra, poco reale perfino per lo stesso protagonista, che si limita a guardarlo da lontano e a dorargli un silenzioso amore proibito.
Hervé Joncour parte da una cittadina di un padre e un sindaco poco fiducioso, per scoprire un nuovo mondo, e con esso, riscoprire l'importanza e il valore di ciò che sempre aveva avuto davanti e mai profondamente compreso, per tornare di nuovo alla sua vita semplice e concreta, ma con nella mente e nel cuore, nuove straordinarie consapevolezze e tante incredibili storie da condividere, sull'amore e su mondi lontani, da cui il vento porta parole misteriose e fiori piccoli e leggeri...

domenica 9 settembre 2012

Lettera immaginaria a tutte le donne costrette su una strada...




Labbra bianche, viso pallido


Respira tra i fiocchi di neve


Polmoni bruciati, gusto acido

La luce se n’è andata, la fine della giornata
Lotta per pagare l’affitto
Notti lunghe, uomini strani

Ragazza, come sei arrivata su quella macchina?
Torna tra le mura sicure della tua casa
Le strade la sera sono pericolose...


E dicono
Lei è nel gruppo della classe A*
Bloccata nel suo sogno ad occhi aperti
È stato così da quando aveva 18 anni
Ma ultimamente il suo viso sembra star
Calando lentamente,
Sbriciolandosi come pasticcini

...non lasciarti andare
quegli uomini non vogliono il tuo amore
lui
quello vero
è da qualche parte
e ti sta aspettando


E urlano
Le cose peggiori nella vita arrivano gratis
Perché siamo nelle mani della fortuna
E diamo di matto per un paio di grammi
E lei non vuole uscire stanotte
E in una pipa vola verso la madre patria
O vende amore ad un altro uomo ancora
Fa troppo freddo fuori
Perché gli angeli possano volare
gli angeli possano volare


Guarti strappati, impermeabile
Ha cercato di nuotare e di restare a galla
Casa asciutta, abiti bagnati
Spiccioli, banconote
Occhi stanchi, gola asciutta

...la vita non inizia e non inizia su quella carreggiata...
e non riesci a capire
che c'è tanto
tutto
oltre quella carreggiata
oltre quella sedia
quei tacchi troppo alta per una bambina come te


E loro dicono...
Lei è nel gruppo della classe A
Bloccata nel suo sogno ad occhi aperti...
Ragazza squillo senza telefono 


È stato così da quando aveva 18 anni
Ma ultimamente il suo viso sembra star
Calando lentamente,
Sbriciolandosi come pasticcini

vivi, vivi ragazza...
alzati...
c'è qualcosa di splendido che ti aspetta
alla luce del sole vivrai
e la notte dormirai 
al sicuro nel tuo letto
e nessuno ti costringerà più a fare nulla che tu non voglia
vivi, vivi ragazza...


http:

E urlano
Le cose peggiori nella vita viene a liberarci
Perché siamo nelle mani della fortuna
E diamo di matto per un paio di grammi
E lei non vuole uscire stanotte
E in una pipa vola verso la madre patria
O vende amore ad un altro uomo ancora
Fa troppo freddo fuori
Perché gli angeli possano volare
gli angeli possano volare
Un angelo morirà
Ricoperto di neve
Occhi chiusi
E sperando una vita migliore
Questa volta, svaniremo stanotte
Dritti verso il futuro

alzati
e quando ti chiederanno
dove vai?
tu dirai
che ti stai riprendendo
la dignità che ti  avevano rubato....


E dicono
Lei è nel gruppo della classe A*
Bloccata nel suo sogno ad occhi aperti
È stato così da quando aveva 18 anni
Ma ultimamente il suo viso sembra star
Calando lentamente,
Sbriciolandosi come pasticcini
E urlano
Le cose peggiori nella vita viene a liberarci
Perché siamo nelle mani della fortuna
E diamo di matto per un paio di grammi
E lei non vuole uscire stanotte
E in una pipa vola verso la madre patria
O vende amore ad un altro uomo ancora
Fa troppo freddo fuori
Perché gli angeli possano volare
gli angeli possano volare
Volare, volare
gli angeli possano volare
Angeli possano morire

...dimentica ciò che ti hanno fatto credere di essere...
...porta con te tutte le ragazze che puoi...
scappate
e camminerai fiera per il mondo
la testa alta
gli occhi profondi
e non avrai più paura
e voi 
bastardi approfittatori
la pagherete cara...
perché ora lei ha capito
cosa voglia dire
Vivere
e ora 
lei sa
Amare...


Le parti in rosa sono scritte dall'autrice del blog, quelle in giallo sono le parole del testo della canzone.