giovedì 20 settembre 2012

Anche io ho paura... ma si affronta tutto nella vita!



Io.
Io non so cosa mi riserverà la vita.
Io non so quali conseguenze avranno le mie azioni.
Io conto troppo su me stessa.
Io ho paura.
In pochi lo sanno, e non so quanti di essi comprendano appieno questa mia grande, grandissima, enorme paura.
Io ho paura quando non c’è niente di cui discutere, di cui parlare, sul quale litigare, per il quale urlare e fare avanti i propri pensieri.
Io ho paura quando nella vita si crea tanta nebbia, troppa, da non riuscire più a trovare il mio faro.
Avete presente tutte le cose che fate nella vita?
Quando parlate, ascoltate, fate determinate azioni… voi le fate, ed è come se foste poggiati ad un muro.
Il muro vi sembra solido, e vi ci abbandonate contro, convinti che, per quanto voi possiate dire o fare, quel muro sarà lì, e sarà il vostro sostegno.
E poi …
E poi ecco che crolla.
Non si sa perché… non c’è, in effetti, un perché. Forse vi ci siete appoggiati troppo, forse non ha retto il peso, ma ormai la ragione non importa, perché crolla.
Sotto di voi, i mattoni cedono e voi cadete a terra.
Ed ecco che la mia paura entra in campo.
Lui, che mi ha sempre sostenuta, per un momento è crollato.
Non sapeva più se voleva o meno continuare a reggere il mio peso… o per lo meno non sapeva se continuare o no a reggerci, a sostenerci a vicenda.
E quello è stato il momento in cui ho avuto paura.
Non di lui, non di perderlo, non del mondo… ma di me.
Solo di me.
Perché non c’era nient’altro che potessi fare, se non accettare la realtà ed arrendermi ad essa.
Non puoi obbligare una persona a fare ciò che non vuole.
Non c’era cattiveria nella sua voce, solo dispiacere.
E non c’era nulla per cui arrabbiarsi, nulla su cui discutere.
Ecco qui che ho perso di vista il mio faro.
Io odio accettare la realtà che altri decidono per me.

Quindici minuti.

Il tempo di ascoltare il nulla provenire da oltre la cornetta.
E’ giusto il tempo che basta per pronunciare parole vuote, arrendevoli.
Poi una domanda.
“Che cosa devo fare, io, adesso?”

“Stai con me”

Forse ho sentito male, forse non ho capito niente, forse lui non ha capito niente di tutto quello che ho detto, forse mi sta prendendo per il fondoschiena, forse, forse, forse…
Un mucchio di pensieri.
Ecco quello che mi rimane.

Dici di aver cambiato idea, di aver capito, parlando, che quella che stavi facendo era una cazzata.
Che quando mi hai visto, un paio di ore dopo, eri l’uomo più felice del mondo e che io ero bellissima…
Non sai quante opinioni, quanti commenti, quanti suggerimenti devo sopportare da parte degli amici.
Loro lo fanno perché si preoccupano per me.
Credo che pensino che non mi meriti, e che in effetti qualcosa che non va ci sia.
Io provo ad ignorarli, perché lo sai, quello che dicono gli altri in fondo non mi è mai interessato davvero.
Io lo faccio, te l’assicuro.
Ma tu, tu aiutami.
Dimostrami… dimostra A ME, non a loro, che si sbagliano.
Ricostruisci mattone per mattone il nostro muro.
Non quello che ci tiene separati, ma quello che ci unisce, sul quale possiamo appoggiarci insieme.
So di aver sbagliato.
Nei modi, nelle convinzioni, forse nei gesti.
Ma la vita è tanto dura per tutti, noi compresi.
Vale davvero la pena di passarla soli?
Anzi, cambio domanda.
Vale davvero la pena di non passarla insieme questa giovinezza, io e te, solo per delle incomprensioni, degli stupidi problemi?
Rispondimi.
Siamo noi.
Io, con la mia apprensione, la mia paura, la mia disponibilità, la mia forza, con tutti i miei ragionamenti (spesso inutili), i miei dubbi e le mie cavolate, con le amiche sceme, con i genitori severi e tutto il resto.
E tu, con tutti i tuoi impegni, la tua pigrizia, la TUA FORZA che non sai di avere, i tuoi problemi, le tue cavolate e tutto quello che sai.
Possiamo tenerci per mano e andare avanti, come sempre fatto.
Perché siamo forti io e te insieme… e come mi ha detto un’amica “siamo belli e sembriamo fatti l’uno per l’altra, perché ci capiamo, e siamo sinceri”.
Ricostruisci il muro della mia fiducia, se vuoi… se puoi.
Fallo, e dimostreremo all’universo mondo che siamo caduti in basso, si… ma più giù si cade, più gloria si ottiene a risalire.
Anche oltre rispetto a dove eravamo prima.
Ce la possiamo fare, se vogliamo.
Io voglio.
Ma la vita è così, tante volte si vince e tante si perde, che lo vogliamo o no.
Quindi se mi ami, tienimi stratta la mano.
Altrimenti saprò accettare tutto, perché sono forte lo dici sempre, no?
Quello che posso dirti è di scegliere, e sorridere al mondo e non farti mai tutti i problemi e non porti mai tutti i complessi come faccio io xD
Vedrai, si aggiusterà tutto, e saremo “ancora in piedi in mezzo a questa strada…io e te, io e te, io e te…”
J

Ah, quanti stupidi problemi che mi faccio….

4 commenti:

  1. A te piacciono i cavalli di ritorno e le minestre riscaldate?
    Mettersi con la tua amica del cuore è troppo grave.
    Ciao Esmeril.

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    1. no gus lui è un altro :) è quello che mi ha protetta e consolata per tanti mesi :) all'altro, nonostante lo veda tutti i giorni a pochi banchi di distanza, non rivolgo né parola né sguardo :)
      un abbraccio

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  2. Grazie, la tua risposta mi rende tranquillo.

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  3. sei tanto gentile gus, ti ringrazio tanto

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