giovedì 24 luglio 2014

L'una di notte anche stasera.
Da tre settimane.
Ma non perché esco e faccio tardi, no, sto sempre qua sul divano.
Tre settimane che ho perso le funzioni vitali di base: mangiare e dormire.
Farei di tutto pur di non andare a sdraiarmi su quel letto sotto quelle lenzuola.
Per non sentire tutto quel caldo.
Per non rimanere con gli occhi sbarrati per ore.
Tutto.
Cosi, ritardo più che posso.
Ogni sera una scusa diversa con i miei, che altrimenti si preoccupano.
"Devo finire questo bel libro", ho detto stasera.
In realtà il libro è sempre lo stesso, ed è l'unica vera distrazione di queste settimane.
Aspettare, e aspettare e aspettare.
Con la testa piena di non so cosa.
Chissà, prima o poi finirà.

domenica 20 luglio 2014

Ci sono certe sere che sono più dure, dove serve bere e via le paure... Dentro ci si sente piccoli per sempre...

saranno almeno una decina di anni che esco sempre per le solite strade.. Soliti orari, solite persone, solite soste, soliti passi, soliti discorsi.
Gli amici di sempre, come sempre ascolto i loro problemi, li rassicuri con le stesse parole che vorrei fossero riservate a me, la stessa cura, gli stessi sorrisi, lo stesso tono dolce, gli stessi abbracci che vorrei tenessero al sicuro me.
Cosa mi fa paura? Deludere le persone che amo, farle stare male, mi fa paura la mia capacità di provare ogni sentimento, ogni emozione come se fosse l'ultima, come ampliata da un'enorme eco, come urlata da un megafono dentro al cuore.
Ogni sensazione.. Amore, odio, dolore, felicità, ogni singola cosa nella mia testa rimbomba.
E io, anche se ho 19 anni, mi sento assordata da tutto questo fracasso, e vorrei solo un po' di silenzio e di calma dentro.
Vorrei stare ferma a guardare il sole al tramonto davanti al mare in via fanciulla di Anzio, con vicino la mia macchina fotografica e uno dei miei bei libri dolci e consolatori che curano l'anima.
Ecco, si.
Mi sto cercando di curare l'anima.

lunedì 7 luglio 2014

Eccole qua tutte le lacrime che fino a stasera sei riuscita a trattenere.
Ogni minuto un peso all'altezza del cuore e una stretta più su, vicino alla gola.
Ogni minuto della giornata potresti scoppiare a piangere tra le braccia di chiunque. Anche del primo passante.
La mia testa è monopolizzata dal terrore.
Da cose a cui avevo creduto.
Erano fumo.
Dalla paura del mondo.
Ora ho solo paura, mi stringo al cuscino e mi dico che tutto passerà, la mia bocca dice questo.
I miei occhi stretti e pieni d'acqua dicono "Non passerà", e lo sai.
Lo so.
La gente non capisce.
Siamo rimasti in pochi.
Io, me stessa, il mio blog.
Tre.
Be'. Niente male.
Aiuto.
Non ce la faccio più...
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
SMETTI DI PIANGERE.
Aiuto... Mi serve aiuto.

Torre di controllo aiuto, sto finendo l'aria dentro a serbatoio

È così che finisce la storia di Esmeril.
A pochi anni dalla scoperta della sua esistenza, o a pochi anni dalla sua creazione, dipende dai punti di vista.
Esmeril da oggi rimane definitivamente confinata bella testa di Ilaria. Piccola, fragile, sincera, sensibile. Esmeril che crede che il mondo sia bello, solo da rimettere in ordine. Esmeril che vede il buono in tutti, Esmeril CHE NON PERDE MAI LA SPERANZA, Esmeril sicura di se'.
Oggi, tra queste lacrime, finisce lei, e finisco io.
Io, povera confusa.
Io, problematica.
Io grassa. (e inesorabilmente grassa, è inutile continuare a credere di essere carina. Mi guardo e mi faccio schifo da sola.)
Io stupida.
Io che non mi so spiegare, e che non so spiegare le mie scelte.
Io, che vivo nella mia testa.
Esneril era l'unica arma che avevo contro i fantasmi.
"Ma di che diavolo di fantasmi parli??" mi chiedono tutti.
Sono fantasmi.
Voci.
Pensieri.
Incubi, si ecco.
Incubi.
Tormenti.
Tutto dentro la mia testa.
Se avevo trovato una via di uscita, ho stupidamente buttato all'aria anche quella.
Ho forse mi sono illusa lo fosse.
In fondo non conto niente. Ed è inutile che mi illuda del contrario.
"Sono un tipo antisociale".
si.. Da oggi sono rassegnata a vivere nella mia testa, a viverci sola, a viverci inesorabilmente incompresa.
Mi consolo dicendo che tutto questo me lo sono meritato.
Qualcuno mi aiuti ad uscire.
Aiuto.
Torre di controllo aiuto, sto finendo l'aria dentro a serbatoio.
Quanto è brutto essere sinceri e non essere creduti.
Inciampi e cadi esmeril, cadi in continuazione.
Mi fai schifo esmeril.

sabato 5 luglio 2014

Perle.

"Qualcuno ti spinge, e cadi nell'inferno"
Niente di fisico, se non una spintarella... Tutto mentale. La mia testa ora è come la mia camera: disordine, disordine ovunque. Vestiti sparsi sul letto, per terra, ovunque colori, fogli, libri... E dentro ci sono io che provo a sistemare, a rimettere tutto al suo posto. E non ci riesco. Lui entra in camera e mi dice "Sistema!" .. Ma non funziona così, non riesco a rimettermi a posto, non riesco a risollevarmi. L'uragano che è venuto mi ha fatto perdere me stessa per sempre. Ci sto provando gente, giuro che ci sto provando a darmi da fare. A ritrovare me stessa.
A rialzarmi.
A tornare ad essere sicura di me.
A smetterla di torturarmi per i miei errori, per il male che ho fatto, per gli amici che sento lontani, per la scuola che ho buttato all'aria negli ultimi mesi, a tornare come ero prima.
Ci sto provando.
Ma ancora non cambia niente.
Sono sempre più confusa, insicura, fragile, mi sento così a terra.
Una spinta, me la sono meritata.
Fisica e metaforica.
E mi ha lasciata sotto shock.
Una cosa stupida, un gesto insignificante per il resto del mondo.
Ma è quello che mi sta succedendo in continuazione nella mia testa.
Mi sento sballottata, insicura, piena di voci e fantasmi che non stanno zitti.
"Sta tutto dentro la tua testa", mi ha detto.
"Certo che sta succedendo tutto nella tua testa Harry, ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?"
disse Silente.
Ah, Silente. Ah, i libri. L'unico rifugio. L'unico posto in cui mi sento me stessa, in cui mi sento a sicuro, compresa e non accusata.
Quando leggo siamo solo io e Esmeril.
A tenerci compagnia.
Io capisco lei, lei capisce me.
Sono folle? Si.
Non riesco più ad uscire da questo tunnel, non riesco a farmi capire più da nessuno.
Sono sola, ad affrontare una lotta con me stessa.
"Tutti sbagliano, a tutti capita di creare problemi", mi hanno detto.
Lo so, ma io non volevo essere tutti. io sono Ilaria, io non dovevo far male a nessuno. E questo non me lo so perdonare.
Ho messo i miei orecchini di perla in una scatola, e li' resteranno.
Non mi appartengono più da qualche mese, e non sono più degna di portarli.