domenica 25 dicembre 2016

Natale.

È di nuovo Natale, e io penso.
Dopo tanto, penso.
Penso a tutto.
Penso che questo sia stato l'anno degli amici.
Degli amici che sono morti. Ma che sento vicini più che mai. A te, Giorgio. Che sei affianco a noi. Che vivi. Noi pensiamo a te così, come respiriamo.
Agli amici che sono andati via, ma che stanno per tornare. Al loro valore. Alla distanza, che non basterà mai ad allontanarci.
E a tutti gli amici conosciuti. Alla pallavolo, al teatro, all' università. A tutti loro e all'immensa ricchezza che rappresentano. Inesprimibile tesoro. Infinita fonte di felicità.
Penso alla famiglia. A quanto siamo stati male. A quanto questo anno ci abbia messo alla prova. A quanto, però, riusciamo ad essere ancora qui, insieme. Tra mille litigi, mille disastri, mille differenze e disaccordi e rancori ci si ama e ci si amerà per sempre.
Penso alla nuova me.
Finalmente cresciuta, finalmente serena.
Mi guardo e mi stupisco, ma che ci posso fare.. questo è quello che le cose mi hanno fatto diventare, e non mi dispiaccio.
Ho capito la differenza tra le persone.
Ho ancora tanti angoli da smussare.
Ma c'è voglia di migliorare.
Imparo dagli errori.
E questo nuovo lato di me, inaspettato, che tiri fuori.
Sei il mio "e chi avrebbe detto che ..."
Eh lo so.
Lo so lo so.
È tutto pericoloso con te.
Proviamo a non bruciarci più io e te.
Tutti lo dicono, non lo avrebbero mai detto ma siamo perfetti.
Ma noi non possiamo stare insieme, perché né io né te crediamo più a nessuno.
Eppure
Eppure
Eppure ogni sera spegni la tv, mi sistemi le coperte, ti accoccoli affianco a me nel lettone, mi guardi dritta negli occhi per un po' e sorridi.
Mi prendi la mano, mi dici "buonanotte, e non rubarmi le coperte di nuovo" e non sei più la bestia che tutti credono tu sia.
E non so più se fidarmi o no. Tutti dicono no.
Ma di notte quando dormi sembri così innocuo.
E io non lo so più.
E non lo so neanche spiegare.
La nostra differenza di età.
Questo nostro eterno desiderio di libertà, di vivere senza vincoli, senza imposizioni.
Intesa: 11 su 10.
Le uniche notti serene ormai sono quelle in cui mi dormi affianco.

martedì 1 novembre 2016

Risveglio traumatico.
Apro beatamente gli occhi
E poi partono i flash
di tutto quello che è successo ieri sera.
Se sei mesi fa qualcuno mi avesse raccontato di una serata del genere l'avrei preso per pazzo.
E invece.
E invece era meglio se fossi rimasta a casa, innocua.
Flash. Le calze. Flash. "Sei bellissima".
Ma dove hai messo la testa Ilà?
Ma perché sei così irresponsabile, così irresponsabile...
Flash. Uno, due, tre, e via, tutto giù. Rhum di qualità.
E adesso che penseranno di te? Non avrai neanche più il coraggio di entrarci in quel locale.
Flash. La sta abbracciando. Un vecchio che ci prova con me mi dice "Ti rode eh?". Che schifo provarci con una che potrebbe essere tua figlia... Gli rispondo"No." Ma come stanno realmente le cose?
Lo so Ila, lo so. Ti senti tanto sola, anche se sola non sei mai.
Ma devi capire che questa nuova vita che stai facendo non è per te, non la puoi fare.
Flash. Sogghigno, il flirt gli è andato male. Mi guarda strano.
Flash. "Vai, ADESSO."
Flash. Pareti bianche.
Flash. Sangue.
Flash. "Non mi importa"
Flash. "Zio esci stai a fa una figuraccia", una voce da fuori.
Flash. "Fammi uscire!"
Flash. Sangue.
Flash. Ho perso la cognizione del tempo.
Flash. Esco imbarazzata, Emanuele mi chiede se lui sta bene. Faccio la vaga e scappo via. Era il suo locale cazzo. Sono troppo amici, non doveva andare così, non doveva. Gliel 'ho detto mille volte... "non mi importa", mi ha detto. "Guardami" mi ha detto.
E per concludere la serata ovviamente ho fatto aspettare papà in macchina venti minuti quando invece dovevo riconquistare la sua fiducia. E non mi farà fare più niente.
Problemi su problemi Ila.
Li causi tutti tu.
Ila.
Ila.
Troppe cose insieme vuoi affrontare. E adesso non trovi il coraggio neanche di uscire da questa stanza. Paura delle conseguenze, paura delle conseguenze.
Quella ragazza è davvero bella.
Mica come me.
Ila, rassegnati.
Ila, basta.
Il passato in agguato come un'ombra.
Ma ora ...anche il futuro è in agguato, e fa molta più paura.
Non sai più che fare, come vivere, vorresti essere diversa.
Tanto diversa.
Portami via. Dimostrami che non sei come mi hai dimostrato ieri. Ti prego. Ti prego.
Non hai ancora capito chi sono io, come mi gira il mondo che mi sta attorno.
Scappa.
Voglia di mare, voglia di andare via, voglia di andare via.

lunedì 31 ottobre 2016

Anche io voglio essere bella oltre ogni dire

E' che

Forse non stiamo capendo

Forse il pensiero ti ha sfiorato

Forte e intoccabile come sei

Ci ho pensato anche io

Ma non è così facile

Le hai detto che è tutto sotto controllo

Sai quello che stai facendo

Davvero lo sai?

Io no

Cioè

Lo so

Ma mi chiedo se fai così con tutti

Se sei così con tutti

Comunque è come ti ho detto

Sei

Spazio e libertà

O cosa

Cosa

Cosa sono

Quei pensieri

La conosco la tua paura

E' uguale alla mia

"Non buttarti via così"

"Mi dispiace sentire che ti riduci in questo stato"

Lo so

Ma l'alcool non c'entra

E' il mondo che mi riduce così

Sei così come ti vedo

Pensi quello che dici

Hai capito cosa è successo?

Ti è mai successo?

Io non so

In questa nuova solitudine che mi sta così bene addosso

E che mi sta così male attorno

Trovi lo spazio per esserci

E non esserci allo stesso tempo

Oltre ogni aspettativa

Occupi uno spazio che non c'è

Ma allora cosa sei?

Dove ti ho messo

Non capisco

Ma forse non voglio capire

Non voglio più capire niente, questo è il punto

Non voglio più sentire niente

Eppure sto cambiando forma

E ne sto assumendo una che a nessuno piace

Ma non posso continuare ad essere quello che ero

Altrimenti la mia vita sarà solo un'alternanza di gente che viene e che va quando vuole

Sincerità

Quanto la apprezzo

Insomma

A cosa ti fa pensare tutto questo?

Se penso a uno spazio

A una musica

L'unica pace è la tua

Che non è completa

Né così

Né nell'altro modo

E allora che si fa

Che si fa

Si sta così finché non ci passa?

E passerò come tutte?

Tra i tuoi muri rossi

Sto in pace

Sei tutto sbagliato

E' tutto sbagliato

Dicono

Eppure

Eppure

Sbagliano loro

Che non hanno capito

Che non ti conoscono

Che vedono la bestia

E non possono sentirti quando mi dici cosa pensi

Eppure

Va bene così

Eppure

Questa solitudine condivisa

Questo spazio che hai trovato

Io non sapevo neanche ci fosse

Eppure

Hai qualcosa in fondo

Mi piace

domenica 16 ottobre 2016

Cosa c'è di nuovo
Cara Ilaria
rieccoci eh? Gli anni passano e scrivi sempre le stesse cose mentre quello che ti sta intorno cambia.
E cambi anche tu.
Quanta freddezza
Quanta ne hai accumulata
Perché?
Perché si
Perché sei nel pieno della giovinezza
E pensavi pensavi pensavi
Poi hai smesso
Sei diventata distratta
fredda
menefreghista
triste? Forse.
A volte.
Non sai quello che cerchi anche se non sai se effettivamente tu sia alla ricerca di qualcosa o di qualcuno.
Non hai domande e non hai risposte
Ilaria che fai?
Queste cose che fai non sono da te, ti dicono.
Non sei così, ti dicono.
Sei fatta male, ti dicono.
Ah su questo hanno ragione.
Di che hai bisogno? Di briglie sciolte in ogni cosa che vuoi fare?
Probabilmente si.
E in cosa si riversa questa strana mancanza di libertà?
Nella tranquillità di quegli occhi.
Che non significa niente e tu lo sai, lo sai lo sai lo sai che quello che stai facendo non porta a niente, forse solo a prepararsi il campo per star male ancora.
Notti insonni a parlare, dopo troppa birra.
Eppure non è vuoto che senti.
E' pace.
Non il tipo di pace che si può provare ad aver risolto ogni cosa.
Quella pace che ottieni quando qualcuno mette in una scatola tutte le cose buie e che non vanno, chiude la scatola, ti guarda negli occhi e ti dice "da adesso non pensi a niente".
Ed è esattamente così che va.
Musica.
E' scappare? Forse no.
E' trovarsi comunque un angolino di spazio per respirare.
Pareti rosse.
Per poter avere per una volta qualcosa senza dover pensare alle conseguenze.
E' così grave, per una volta, non pensare?
Odore di fumo.
Passerà, e lo sai.
E quindi in pratica fai cose senza senso e senza futuro.
Che anzi potrebbero farti stare male.
E allora perché?
Facile.
Per sentirti guardare e chiedere "cosa pensi"
e per poter sinceramente rispondere "a niente"
ed essere creduta
e scoprire che hai risposto la verità
L'essere fuori dal mondo unica serenità.
Le pareti rosse e l'odore di fumo.
Non significa essere te stessa, non significa fare la cosa giusta, non significa aver risolto qualcosa, non significa non pensare più ai problemi, non significa niente.
Cosa c'è in quella testa?
Ma davvero non ha paura di niente? E' realmente possibile vivere così? Forse si ma non per te.
Fasi.
Sono solo fasi.
Non hai niente a che invidiare a loro.
Ma quanto hai sbagliato Ila, quanto? Non sai neanche salvare una relazione dopo così tanto tempo.
Non sai che fare, semplicemente.
E ti dicono le solite frasi del cazzo che nella tua testa non significano niente.
Annuisci, li disprezzi e te ne vai.
Ma che ne sanno di quello che hai e che avete passato?
Cosa ne sanno?
L'unica voce che ascolti infatti non si pronuncia.
Sorride e basta.
E ti scruta e non capisci se vede la fiamma.
La tieni chiusa e nascosta, ma se si avvicinano troppo la troveranno.
Non spegnerla non spegnerla!
Lo guardi come a chiedergli di salvarti.
Ma non è in grado, lo sai tu e lo sa lui, che però ce la mette tutta per provarci comunque, pronto a mollare tutto e a venirti a salvare invano.
Anzi a lungo andare può solo far peggio.
Flash. Occhi azzurri.
Dove sei, che fai, cosa devo fare, scusami, scusami.
Perché sei solo cascato male, che peggio non poteva andare.
E vorrei non essere mai esistita per risparmiarvi tutto questo.
Cosa ho fatto di buono?
Cosa?
Per chi?
Solo danni e delusioni, questo significa Ilaria per tutti.
Pensavate tutti fossi una bella persona e invece ...sorpresa.
Sono il peggio, disprezzabile.
E chi non ti disprezza? Solo il pazzo.
E perché? Perché è come te, solo da molto più tempo.
Anzi forse è meglio di te.
Molto più corretto e leale (con chi decide lui).
Riesci a sorridere ormai solo in un posto.
Pareti rosse.
Mi guardi, ti guardo, ci siamo capiti.

Ho odore di fumo addosso.

sabato 24 settembre 2016

Ciò che è morto non muoia mai.

Di nuovo qui, ancora noi.
Troppe sensazioni e poche parole.
Quante cose sono cambiate
quanto sono cambiata io
non riconosco più il colore della mia pelle
Eppure le sento mie
queste ossa
e questo respiro
sebbene non mi piaccia
è tutto ancorato.
Che succede io non lo so
o forse si
C'è che le cose cambiano le persone.
E a noi ci ha cambiato in peggio papà
E non siamo capaci di dircelo
non so se si possa tornare indietro
non c'è più strada per camminare alle nostre spalle
E il futuro ci dice una sola cosa
che ci mette paura
Papà, non se ne è andato davvero, non lo senti?
Non la senti questa risata?
C'è una chitarra che continua a suonare.

Vorrei solo dirti che ciò che è morto non muore mai.
E che non devi aver paura perché ci sono io che sono come te.

domenica 21 agosto 2016

A lungo bramato desiderio di libertà, si incarna in un viso, in attenzioni sconosciute.
Ma tu sai chi sei per te stessa, non per il resto del mondo. E allora dove vai? Dov'è la verità?
Polvere di stelle.

sabato 28 maggio 2016

E' stata una brutta giornata.

Come sentirsi inutili e inadeguati in tutti gli ambiti della propria vita in un solo giorno.
Oggi sono riuscita a sentirmi:
- una pessima fidanzata
- un pessimo architetto
- una pessima figlia
- una pessima compagna di squadra
Tutto perfetto, no? Tutto regolare.
E se continuo a sbagliare tutto sarò sbagliata io.
Ma come uscire dal tunnel? La gente neanche sa quanto ho dentro. Quanto sto dando il massimo, ed ottenendo il peggior risultato di sempre in tutti gli ambiti della vita.
Stramberie.
È stata una brutta giornata.

mercoledì 25 maggio 2016

"Credevo di essere una stella, ero solo in mezzo alla polvere della sua scia, là fuori una guerra, ho scaricato le armi... quindi vieni a salvarmi o no?"

Stamattina è poesia e silenzio.
Un po' di solitudine in cerca di un sorriso.
Quanto è lontano il mio limite?

Aspetto il giorno che mi sveglierai.

domenica 22 maggio 2016

E' quest'aria triste che ho quando sono sola
sono i sorrisi che vi riservo quando ne avete bisogno
è questa paura di perdervi, tutti quanti
è questo disprezzo che nutro
nei confronti della mia immagine nello specchio.
E' questa mia eterna impotenza
questa continua sopportazione
questo dare il meglio
anche quando sono il peggio.

venerdì 13 maggio 2016

Stasera è solo voglia di andare via.
Di piangere e chiudermi a riccio su quello che so, che non so.
Il peso che sono lo sento tutto.
Forse i chili che ho addosso e che mi fanno sempre più schifo solo proporzionati al peso che sono nelle vite degli altri.
Fatemi affondare come una nave condannata a essere un relitto.
C'era la montagna da scalare e tu che mi spronavi a continuare a camminare.
Tu mi conoscevi.
E io invece non so più che devo fare di me stessa.

martedì 10 maggio 2016

Non ci avrete mai

Ed è voglia di scappare via
dalle aspettative
dalla gente che si mette in mezzo
dalle tentazioni
dagli ipocriti che hanno due volti
dall'impotenza
dal sentirsi un peso
dai dubbi
dall'amarezza
dagli abbracci mancati
da me stessa
sempre più sola, con la crescente sensazione di starmi chiudendo su me stessa, sempre più cosciente di quello che ho dentro, spaventosa capienza di emozioni.
Io
che ormai trovo pace solo nel silenzio
che mi rifugio sui treni e dentro ci lascio il cuore
che nel non parlare trovo risposte
prigioniera in questa gabbia di persone e aspettative
nessuno capirà quanto sono libera
quando i lacci con cui mi lego la mente si sciolgono se sono sola
confidente di me stessa
ho imparato a conoscere le mie tasche
a raccogliere i mie pensieri con le mani
a berli dal bicchiere
Il mio zaino, i miei libri e i miei disegni
compagni di viaggio
i miei fedeli pensieri li porto con me.
Non ci avrete mai.


venerdì 8 aprile 2016

Per sempre.

Serata di pensieri. Di nuovi amici, di emozioni nuove. Di tristezza, ancora. Di vecchie sensazioni. Di ricordi, a pensare alla bambina che ero e che tu conoscevi così bene. A pensare quanto mi manchi, quanto ci manchi. Quanto è dura vedere papà che ti pensa, mamma che piange. Anna che adesso non sembra più invincibile come prima. Le serate senza di te, e io a pensare quanto ti sarebbero piaciute. A sapere che qui noi tutti, seduti in questa grande casa he tanto hai amato e che è anche tua, stiamo pensando la stessa cosa. Che manchi tu. E vedo solo il sorriso, e risento solo le tue parole. E penso che se Dio ha un volto e un carattere sono i tuoi, sei tu.
E pensare che i piani erano altri, le speranze, i sogni.
Di te voglio ricordare
l amore per la vita
la curiosità
la dedizione e l'altruismo
la foga politica
le passeggiate in montagna e tu a spronarmi a continuare a camminare
i nostri discorsi sull'architettura
il tuo affetto per tutti noi
i tuoi dolci
la tua pizza
i tuoi disegni
i tuoi viaggi
i tuoi occhiali sempre rotti,
mille altre cose e particolari, e dettagli di una persona che io non saprò raccontare ai miei figli, ma che auguro a chiunque come padre, e come nonno.
E per sempre e sopra tutto la tua risata.

sabato 19 marzo 2016

E chissà perché eri convinta che sarebbe rimasto tutto così, stabile, che sarebbero rimasti tutti qui a fare quello che da piccola hai sempre fatto, volti che hai sempre visto e amato.
E invece le cose cambiano e la gente muore e chissà perché muore sempre quella sbagliata.
Quella che invece dovrebbe rimanere lì ancora per tanto ti sfugge dalle mani e non servono preghiere, non servono a un cazzo perché tanto Dio fa finta di non sentire, archivia tutto nel cloud.
E si cominciano a creare situazioni strane e insopportabili, cose che cambiano radicalmente di punto in bianco.
Mancanze.
Oggetti che all'improvviso hanno un significato immenso.

"Tieni ila guarda, questo libro di disegno era di mio padre, è tutto rovinato però dai prendilo tu che questo ti servirà per architettura!"

"per ogni esame che fai ti faccio dei cioccolatini, te li metto dentro questa scatolina però quella me la devi ridare eh, ci tengo"

e invece non ho fatto in tempo a ridartela e adeso quella scatolina blu la voglio tenere io, e voglio metterci dentro i ricordi dei viaggi che mi dicevi sempre avrei dovuto fare. E così sarà come se li raccontassi a te.

Cia Giò.

giovedì 17 marzo 2016

E mi chiedo
con quale criterio,
secondo quale giustizia
voluta da quale Dio

venerdì 26 febbraio 2016

"Sai quanto mi piacerebbe trovarti a casa quando torno"

L'Amore.

sabato 13 febbraio 2016

Fianto duri

Abbracci che mancano. Insieme a tante altre cose.
Tormenti che devono restare nell'ombra.
Avere bisogno solo di un po' di calore, di amore.
Una mattina
tornare freddi e vuoti dentro casa, col vento che soffia
e sentirlo in faccia
chiudo il cancello, sento il motore della macchina che va via
Sarebbe bastato un gesto e in un attimo la mia vita si sarebbe capovolta. E invece no, resta così
E chiedo al vento di soffiare più forte.
Fianto duri.

mercoledì 10 febbraio 2016

Io non mi sono mai sentita dire spontaneamente che sono bella.

martedì 9 febbraio 2016

Tutto questo è una pericolosa via di mezzo tra l'amare troppo, il sentirsi capito troppo poco, la troppa paura di capire, il dolore di ricordare. Il passato non è mai stato così vicino, vedo di nuovo l'ombra dei fantasmi.
È essere giovani, è non potere, non riuscire, tentare ancora, vincere.

Confessioni allo specchio

La bellezza che hai fuori è nascosta
sepolta sotto massi di insicurezza
specchi
che riflettono un'immagine in cui non ti riconosci

La bellezza che hai fuori è nascosta
dai cristalli che ti circondano
dalle ballerine
vecchie modelle
cosi visi scavati e rotti
e gli occhi ipnotizzati
fissi su una telecamera
e sul sogno di vanità

La bellezza che hai dentro è nascosta
anziana pittrice
che colora la sua tela
e la sua stessa arte
la emoziona
sua soltanto
sua per sempre.
vecchio pescatore
che guida la sua barca
e si sente Dio sulla nave
e il suo mare
nero
solo suo
bello per sempre.

Le parole mai dette
mute
affogate
soffocate nei cuscini
dell'incomprensione
e ti arrovelli su frasi e discorsi
e digrigni
i denti e i sogni
solo tuoi
soli per sempre.

Ilaria Spaziani

giovedì 4 febbraio 2016

In una situazione già complicata e dolorosa di per sé cosa si va ad aggiungere?? La solitudine!
Sto provando disperatamente di far trovare il coraggio alle persone, di risolvere la situazione, in casa mia non c'è più serenità per tutte le discussioni che prendo e faccio, torno a casa dopo giornate passate sul treno, sui mezzi, a studiare e non posso neanche godermi la tranquillità di casa per tutti i sacrifici che sto facendo! E in tutto questo non proferisco parola, non mi sfogo, non mi spazientisco, cerco di essere ottimista, di avere sempre un sorriso che possa tranquillizzare, di non far mai vedere il dolore che provo in tutto questo, cerco di non farmi pesare i musi lunghi, vorrei trovare almeno in un abbraccio o in un bacio rassicurante un angolino di tranquillità, ma non faccio una piega davanti agli sguardi spazientiti, ai messaggi freddi, ai mancati ti amo, alle lamentele, agli sbuffi dalla mattina alla sera, ai momenti belli che valgono zero, ai "vaffanculo", alle litigate per qualunque cosa, sto sempre lì, sempre, in continuazione, a tenere duro e a non fare una piega! Neanche una piega di fronte a tutto questo!!!! Tutto il giorno tutti i giorni!! E poi? E poi una sera esplodo e spiego quanto davvero sia triste e cosa succede?? Il finimondo. Mandate a quel paese, inviti a stare zitta, cose rinfacciate, di tutto.
E non riesco neanche a spiegare la rabbia a parole, quella,riesco solo a provarla, sto ANNULLANDO me stessa per riuscire a risolvere tutto questo e mi prendo tutto, lamentele, spazientimenti, litigi, discussioni, TUTTO affrontato col migliore dei sorrisi, sempre con una parola,per tranquillizzare e una sera, una cavolo di sera in cui Io non ce la faccio più, allora devo stare zitta. Allora mi lamento per niente, quando "chi soffre davvero non sono io".
La gente vede solo il 10% di quello che io provo, di quello che io dico, di quello che io sono.
E chi dovrebbe capirmi di più non vuole capire!!! Offuscato.
Non sono I•N•V•I•N•C•I•B•I•L•E•

domenica 17 gennaio 2016

Camminare e pensare, e scoprire che non ricordo quasi più niente.
Volti, parole e pensieri.
Ricordo solo il meglio.
Poi vi rivedo, e mi stupisco di quanto gli esseri umani a volte si convincano di vedere cose che non ci sono, O di come riescano a far sparire tutto in un attimo. Allora è così?? Sparirà tutto, tutto questo? E io, che sforzo la memoria e il cuore per ricordare ogni singola cosa, ogni momento, che ne sarà di me e del mio pensiero? Umani con difetti di fabbricazione. Oblio.

mercoledì 13 gennaio 2016


E ho coperto ogni singola parte di pelle del corpo con petali e fiori...

venerdì 8 gennaio 2016

Più lo guardo e più lo amo.
E più passa il tempo, più sento che è stanco.
E più passa il tempo, e più le aspettative e le pretese crescono.
E più passa il tempo, più le cose cambiano. Prima il problema era tra noi, ora il problema è fuori di noi. Ma è una cosa così delicata, così delicata. A lui causa rabbia, a me mette in difficoltà.
Siamo cambiati così tanto. O forse no. Forse abbiamo solo imparato a guardarci, a capire chi avevamo davanti, e ad amarlo fino in fondo.
Forse abbiamo davvero imparato ad amarci fino in fondo.
Così diversi, e così simili.
Il passato brucia, ma nel passato resta. L'unica cosa da fare è avere speranza e fiducia nel futuro.
E fa così strano guardarlo in foto e scoprire che è un uomo. E capire quanto siamo cresciuti. Fa così strano saperci grandi, e saperci grandi insieme.
Vorrei tanto con uno schiocco di dita riuscire a trovare un compromesso, una via di mezzo, una soluzione. Non riesco a pensare ad altro che a questo durante la giornata, ed è deleterio.
Pensieri, pensieri, pensieri.
Quanto amore, quanto amore.